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< INDICE PIANETA CORSA

Traumi nel podismo, fattori propri o intrinseci (2°parte) e acquisiti.

Riprendo dalla 1°parte.

Una dismetria degli arti inferiori funzionali può derivare correndo su strade a <schiena d’asino>; un accorciamento funzionale dell’arto può essere causato da una disfunzione dell’articolazione sacroiliaca, un’eccessiva pronazione monolaterale, dolore muscolare lombare, contratture o squilibri funzionali. Una dismetria degli arti può determinare un’oscillazione del bacino dal lato più corto, una scoliosi funzionale lombare, un aumento dell’abduzione dell’anca, un’eccessiva pronazione, un maggiore valgismo delle ginocchia e una rotazione esterna dell’arto. Durante la corsa gli arti inferiori non toccano terra nel medesimo istante, ma una dismetria degli arti può non essere un problema. Modifiche biomeccaniche dei tessuti molli determinate da una differenza funzionale, possono invece causare un sovraccarico. Una dismetria degli arti può essere associata a patologie come la sindrome della benderella ileo tibiale, la borsite trocanterica, il dolore lombare e le fratture da stress. Una dismetria degli arti non accompagnata da altre alterazioni ortopediche, non richiede in genere alcun compenso. Se sono presenti alterazione ortopediche, una dismetria superiore a 20 mm di solito necessità di una correzione. In podisti soggetti ad alti carchi ripetuti, e patologie da sovraccarico, una dismetria superiore ai 5-10 mm necessità di solito di correzione.

Le variazioni strutturali possono predisporre a patologie. Un tallone prominente posteriormente, può causare problemi al tendine di achille e/o alla borsa. Un grosso os trigonum o un becco posteriore astragalico possono causare dolore postero laterale alla caviglia,. Una fusione tarsale di diverso genere può causare un movimento anomalo doloroso. Un osso scafoideo accessorio può causare dolore mediale a livello del medio piede. Una buona flessibilità è ritenuta importante nella prevenzione delle patologie della corsa. La corsa stessa causa una rigidità degli ischiocrurali e del polpaccio, e questa insufficiente flessibilità regionale può contribuire alle patologie. Non esistono correlazioni dimostrazioni di correlazioni fra abitudine allo stretching e incidenza di patologie.

Forza muscolare: i muscoli stabilizzano gli arti inferiori ed attenuano le forze e gli impatti durante la corsa. A causa dell’importante ruolo dei muscoli nello stabilizzare ed assorbire gli impatti, una ridotta forza muscolare può predisporre alle fratture da stress. Coordinazione neuro muscolare: un’alterazione dell’equilibrio e del controllo motorio, può predisporre a patologie da corsa. Qualunque deficit delle capacità propriocettive può portare ad un’instabilità funzionale che potrebbe rendere l’atleta più predisposto alle lesioni. Lassità legamentosa: se generalizzata in presenza in presenza di eccessiva pronazione può aumentare il rischio di lesioni.  

Fattori acquisiti. Nella catena cinetica gli arti inferiori sono visti come una serie di segmenti mobili e connessioni che permetto la propulsione in avanti durante il passo. La catena cinetica è chiusa quando il piede è a contatto con il terreno durante la fase di appoggio, ed è aperta durante la fase di volo. Qualsiasi fatto che interferisca con la normale progressione e la meccanica di trasferimento delle forze può portare ad alterazioni del passo e a variazioni compensatorie nel movimento dall’altro lato della catena. In soggetti con lesioni ricorrenti o pregresse, è molto importante focalizzare l’attenzione sulla disfunzione della catena cinetica. Poiché in natura la funzione della catena cinetica è molto complicata, è di frequente trascurata come causa di patologie da podismo. Il ruolo delle disfunzioni secondarie o acquisite nel determinare certe patologie rimane controverso. Questa disfunzioni solitamente causano iper o ipomobilità di un segmento della catena dopo un trauma. Ogni disfunzione della catena cinetica può portare ad alterazioni compensatorie  nell’appoggio e nel cammino che, a loro volta, possono portare a microtraumi dei tessuti, danni ed altre patologie.

Disfunzioni meccaniche: variazioni della posizione e del movimento dell’articolazione sacro iliaca sono abbastanza comuni. Nonostante la sacroiliaca sia solitamente stabile, con lievi movimenti, è stato segnalato che in presenza di una sublussazione anteriore e rotazione si può verificare un movimento che può portare ad asimmetria del cingolo pelvico. Questa disfunzione è caratterizzata da un blocco o un’ipomobilità a livello dell’articolazione sacroiliaca interessata. Il sintomo principale il dolore, è di solito localizzato a livello dell’articolazione sacroiliaca, ma può anche essere irradiata alla natica o alla regione inguinale. Al fine di identificare le disfunzione sacro iliache, occorre conoscere e capire le implicazioni biomeccaniche. Quando si tratta di un paziente ricorrente è buona norma prendere in considerazione questi problemi.

Patologie pregresse: molte patologie prima o poi guariscono, ma possono lasciare cicatrici residue nei tessuti. Queste cicatrici possono avere un’elasticità differente rispetto al tessuto normale e creare una zona debole aumentando il rischio di lesioni. Patologie multiple e ricorrenti sono talvolta indicative di disfunzioni della catena cinetica. Patologie pregresse possono portare a processi fibrotici, con aderenze e limitazioni della mobilità e funzionalità articolare. Patologie articolari di lunga durata che portano a instabilità croniche, o perfino a lievi versamenti, possono causare riflessi inibitori sulla muscolatura e alterazioni sul cammino. Riduzioni della mobilità del ginocchio, della caviglia, o dell’articolazione sottoastragalica possono aumentare gli stress su altre regioni. L’instabilità articolare può causare un’ipotrofia muscolare e un aumento degli stress compensatori su altre strutture. Condividi

 

Staff myspecialtrainer.com

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