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Traumi nel podismo, fattori propri o intrinseci (1°parte)
Fattori propri basali. Sesso: sesso ed età non sono in generale importanti fattori determinanti patologie legate alla corsa. Le donne hanno un sistema muscolo scheletrico più debole, il 25% in meno di massa muscolare per chilogrammo di peso corporeo, minore densità ossea, un bacino più largo e articolazioni più mobili dell'uomo. Questi fattori possono predisporre le donne a specifiche patologie, come le fratture pelviche da stress e le sindromi femororotulee. E' anche risaputo come come le irregolarità mestruali costituiscono un fattore di rischio per certe patologie da sovraccarico come le fratture da stress. Complessivamente, comunque, non esiste nelle donne un rischio di patologie legate al podismo.
Età: le modificazioni del sistema muscolo scheletrico legate all'età comprendono una riduzione della densità ossea, della forma muscolare, del contenuto idrico, e dell'attività metabolica e del collagene dei tendini. Gli anziani presentano importanti modificazioni degenerative dei tessuti, con una riduzione della capacità di assorbire i traumi e, di conseguenza, un aumento del rischio di patologie. Soggetti con più di 40 anni di esperienza podistica non presentano un aumento dell'incidenza di forma artrosiche dell'anca. Non esiste un aumento delle patologie da podismo in funzione dell'età come fattore primario. Ciò è possibile in quanto l'anziano corre per divertimento, a bassa frequenza, su distanze brevi ed è in genere più attento. Accrescimento: gli adolescenti intorno ai 12-15 anni presentano spesso uno squilibrio fra il braccio di leva dei muscoli, il tono, la mobilità articolare e la coordinazione. Le unità muscolo tendinee sono a questa età relativamente più corte. Alcune diagnosi sono età- e crescita dipendenti, come la malattia di Osgood-Schlatter, le apofisiti ed alcune fratture da avulsione. Dopo lo scatto di crescita, gli adolescenti necessitano di un programma più flessibile di mobilizzazione che comprenda lo stretching. Peso ed Altezza: sebbene il sovrappeso sia considerato spesso come un potenziale problema peri podisti sulle lunghe distanze non è stata evidenziata alcuna correlazione fra il peso corporeo e le patologie da podismo. La comparsa di sintomatologia a carico di ginocchio ed anca e di artrosi è, per certi versi collegata al sovrappeso, poiché la corsa può accelerare ulteriormente il processo artrosico. L'altezza non è correlata all'incidenza di patologie da podismo. Fattori propri primari: Allineamenti anomali a livello del piede possono essere semplicisticamente suddivisi in piede piatto ed in piede cavo, ciascuno presente approssimativamente nel 20% della popolazione. Il piede piatto causa un'eccessiva pronazione. Una eccessiva pronazione può essere fisiologica, ma può anche essere secondaria ad un varismo tibiale (gamba diretta verso l'interno) di più di 10°, di equinismo funzionale (piede diretto in basso), tallone varo e/o avampiede supinato. Molti buoni podisti hanno un lieve varismo di ginocchio. Esiste una piccola probabilità traumatica se il varismo complessivo è inferiore agli 8° e un aumento dell'incidenza di patologie legate alla corsa se il varismo supera i 18°. Diversi allineamenti anomali possono essere combinati. Un allineamento anomalo complesso che può essere a volte riscontrato in alcuni podisti comprende un'antiversione del collo del femore (angolo in avanti) con rotazione interna dell'anca e ginocchio varo (con o senza iperestensione del ginocchio), strabismo rotuleo, eccesivo angolo Q, tibia vara, equinismo funzionale e pronazione di compenso del piede (< sindrome dell'allineamento miserabile>). Questa sindrome può causare problemi tali in chi corre regolarmente che è ragionevole sconsigliare ai soggetti con tali anomalie la corsa su lunghe distanze. Il piede cavo è anch'esso associato alle patologie da corsa; è riscontrato in circa il 20% di podisti che presentano patologie. Gli atleti con il piede cavo hanno una ridotta mobilità dell'articolazione sottoastragalica, con conseguente ridotta mobilità del medio piede ed un eccessivo carico del retro piede varo. Con l'appoggio del piede, il tallone rimane in varo, l'arco longitudinale viene mantenuto ed il piede non si apre. La tibia rimane in rotazione esterna e ne consegue un aumento del carico poiché l'arco del piede rimane rigido durante tutta la fase di appoggio della corsa. con una riduzione della rotazione interna della tibia, il carico passa attraverso l'esterno del piede e del ginocchio, causando patologie come la sindrome della benderella ileo tibiale, la borsite trocanterica, frattura da stress, la tendinite achillea, lesione dei muscolo peronei, fasciti plantari e metatarsalgie, frequenti nei podisti con piede cavo. il prossimo articolo completerà i fattori propri o intriseci e tratterà i secondari o acquisiti nelle patologie legate alla corsa: le dismetrie, coordinazione neuro muscolare, forza muscolare, disfunzioni meccaniche, patologie pregresse, ecc. Condividi Staff myspecialtrainer.com |
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