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Il Sovraccarico dell'unità muscolo tendinea degli adduttori: Pubalgia. Come ottenere l'attestato di
Il
tendine del lungo adduttore parte dall’osso del pube e si inserisce
posteriormente a metà della diafisi del femore. Il sovraccarico può
essere determinato da calci di piatto nel calcio, da allenamento
atletico intenso e nel movimento dell’arto verso l’interno
(pattinaggio). E’ comune anche nell’hockey su ghiaccio, nei sollevatori
del peso, ostacolisti e saltatori in alto.
I
sintomi possono essere insidiosi inizialmente durante le sedute di
allenamento, o durante altri periodi di allenamento intensivo.
Sintomi
e diagnosi:
Il
dolore può essere localizzato all’origine o al passaggio mio tendineo e
può irradiarsi all’inguine. Il dolore spesso diminuisce dopo aver
iniziato l’esercizio e può sparire completamente, salvo ritornare dopo
il training con maggiore intensità. C’è il rischio che s’instauri un
circuito vizioso, in cui la condizione diventa di difficile trattamento.
Il
dolore alla palpazione è avvertito in un punto particolare dell’osso del
pube sopra l’origine del muscolo. QUESTA DOLORABILITA’ E’ NETTA.
Il
dolore può essere prodotto premendo gli arti l’uno contro l’altro contro
resistenza.
Il
deficit funzionale è comune. Talvolta l’atleta non può correre, ma può
essere allenato pedalando. L’atleta non dovrebbe partecipare a Sport
esplosivi.
L’esame
radiografico può evidenziare calcificazioni, all’origine del muscolo
sull’osso del pube.
Una RM
o una ecografia possono essere utili.
La
distanza fra l’origine del muscolo adduttore lungo e retto addominale è
piccola e il processo infiammatorio può interessare simultaneamente
entrambi i muscoli.
Prevenire:
L’allenamento preventivo con appositi esercizi di forza e flessibilità,
è essenziale e deve essere inserito in ogni programma di allenamento
come parte integrante del riscaldamento e del defaticamento.
L’allenatore dovrebbe conoscere il grado di allenamento dei diversi
atleti e, se possibile, variare l’allenamento individualmente tenendo
presente questo aspetto.
Trattamento:
evitare
attività dolorose fino a quando si avverte dolore all’inguine; la
condizione si risolverà in modo relativamente rapido senza alcun altro
trattamento (questo implica che l’atleta infortunato non ritorni
all’allenamento e alla gare
fino a che non avverte più dolore alla palpazione facendo movimento con
l’arto in carico); applicare calore sottoforma di bagni caldi, mantenere
l’efficienza basale pedalando o nuotando a stile libero, ma solo se
queste attività non generano dolore. Applicare calore locale e usare
indumenti che mantengano il caldo in casi cronici (presidio termico
elastico per la zona inguinale)
Il
personale sanitario (medico) può:
prescrivere antiinfiammatori, prescrivere un programma speciale di
allenamento muscolare, preferibilmente sotto visione di un esperto
preparatore. Eseguire un’infiltrazione di corticosteroidi attorno
all’inserzione muscolare del tendine interessato e
prescrivere per 1-2 settimane dopo l’infiltrazione riposo dagli
esercizi intensi (l’infiltrazione dovrebbe essere fatta solo quando c’è
una dolorabilità ben distinta sull’inserzione ossea). Prescrivere calore
o altra terapia fisica. Intervenire chirurgicamente in caso di
risoluzione ritardata, la chirurgia spesso consiste nel detendere il
tendine o asportare localmente il tessuto danneggiato.
Risoluzione e complicanze:
gli
esercizi ed i movimenti che hanno causato l’infiammazione dei muscoli
adduttori non dovrebbero essere ripresi fino a che il dolore spontaneo e
alla palpazione sono scomparsi.
Staff myspecialtrainer.com |
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