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Lesione della cuffia dei rotatori
Eziologia La sindrome del conflitto (che può essere primitiva
o secondaria a instabilità), le tendiniti da sovraccarico in trazione e
i traumi sono tutte possibili cause dei problemi alla cuffia dei
rotatori. Sindrome del conflitto. – Il conflitto primitivo
avviene frequentemente ad un età di 40 anni o più, mentre il secondario
è più comune negli atleti più giovani. Tendinite da sovraccarico in trazione. – La tendinite
da sovraccarico in trazione è frequente negli atleti più giovani. E’
meno probabile che costoro abbiano una lesione parziale della cuffia dei
rotatori, mentre è più facile che presentino un’ asimmetria nella
mobilità della spalla, così come uno squilibrio nella forza dei muscoli
periscapolari. La tensione della capsula posteriore e la debolezza
periscapolare sono problemi comuni, che obbligano i tendini della cuffia
dei rotatori a lavorare più intensamente, creando in seguito un
sovraccarico o una patologia da uso eccessivo. Sintomi simili a quelli
della tendinite da sovraccarico in trazione possono anche essere
determinati da una subdola instabilità della spalla. Trauma. – Un trauma può causare una lesione della
cuffia in seguito ai seguenti meccanismi: forza che causa una rotazione interna del braccio
contro resistenza o che impedisce al braccio di ruotare esternamente,
come può avvenire nella palla a mano, nel football Americano, nella lotta. Caduta diretta sulla spalla o un braccio mantenuto
disteso. Sollevamento o lanci di oggetti pesanti. Classificazione Le lesioni della cuffia dei rotatori possono essere
di diversi gradi e di svariati tipi. La localizzazione della rottura è
molto importante: le lesioni della cuffia possono essere localizzate
sulla superficie del tendine rivolta verso la borsa o sulla superficie
inferiore del tendine. La lesione può inoltre essere parziale o
completa, che connette la faccia articolare e bursale. -La lesione compressiva primaria della cuffia è
associata ad acromion uncinato di tipo III, a speroni ossei degenerativi
o a un legamento coracoacromiale inspessito. In questo caso può avvenire
una lesione della cuffia che prende origine sul lato bursale del
tendine. -La lesione compressiva secondaria della cuffia è
normalmente causata dall’instabilità glenoomerale associata. -La lesione da tensione si manifesta sul versante
articolare e si pensa avvenga in seguito alla resistenza alle grandi
forze deceleranti che si generano durante le attività quali gli stadi
finali del lancio. E’ presente infatti una più alta incidenza di lesioni
sul versante articolare nei lanciatori. Lesioni parziali. – In una cuffia con rivestimenti
sinoviali e tessuto bursale lisci, la gravità di una lesione parziale
può essere classificata come segue. -Minima irritazione superficiale della borsa o della
sinovia, o lieve logoramento capsulare con una lesione parziale di
dimensioni inferiore al cm. -Sfilacciamento o rottura di alcune fibre della
cuffia dei rotatori in aggiunta alla lesione sinoviale, bursale o
capsulare. La lesione è inferiore di solito ai 2 cm in lunghezza. -Lesione più grave della cuffia dei rotatori che
include lo sfilacciamento o la frammentazione delle fibre tendinee che
spesso interessano l’intera superficie della cuffia. La lesione è di
solito inferiore ai 3 cm. -Lesione parziale molto grave della cuffia dei
rotatori che, oltre allo sfilacciamento e alla frammentazione dei
tessuti, presenta una lesione che spesso coinvolge pi di un solo
tendine. Lesioni complete. – Le lesioni complete della cuffia
dei rotatori sono classificate come segue. -Una piccola lesione completa come una ferita da
puntura. -Una lesione moderata che interessa uno solo dei
tendini della cuffia dei rotatori; la lesione è di solito inferiore ai 2
cm senza retrazione delle estremità lesionate. -Una vasta lesione completa che interessa un intero
tendine con minima retrazione delle estremità lesionate. La lesione è di
solito di 3-4 cm. -Una lesione massiva che interessa la lesione di due
o più tendini della cuffia; è frequentemente associata ad una retrazione
dei monconi del tendine. Sintomi e diagnosi -Un dolore intenso è accusato al momento della
lesione. Il dolore ricompare durante l’esercizio, può aumentare nelle 24
ore successive e può estendersi in basso verso l’estremità prossimale del
braccio. Una diagnosi del tendine del sovraspinato può essere
sospettata se l’atleta è caduto sulla spalla o ha sollevato o lanciato
un oggetto pesante. -Il dolore è spesso intenso, o aumenta di notte.
L’atleta ha problemi a stendersi e dormire sul lato interessato. -Il dolore viene evocato quando il braccio è ruotato
esternamente o sollevato in alto o all’esterno. Quando il tendine è solo
parzialmente leso, il braccio può essere abdotto con un angolo di 60-80
gradi rispetto al corpo, con dolore lieve o nullo. Il dolore aumenta
quando il braccio è sollevato con un angolo di 70 – 120 gradi; può anche
aumentare quando il braccio viene abbassato. All’interno di questo arco
di movimento il braccio è anche debole. Quando il tendine ha subito una
rottura completa, il braccio può essere mantenuto a un angolo superiore
ai 120 gradi rispetto al corpo, ma quando viene abbassato ulteriormente
il braccio cade improvvisamente. Questo è un importante segno
diagnostico “il segno del braccio cadente”. -Il test della cuffia dei rotatori è positivo. Il
braccio è mantenuto a 90 gradi di elevazione nel piano scapolare e il
pollice è ruotato in basso verso il terreno. Quando viene esercitata una
pressione sul braccio il l’atleta manifesta dolore e si manifesta una
riduzione della forza. -Un infiltrazione di anestetico nello spazio sub
acromiale può dare sollievo nel 75% degli atleti con una lesione
parziale sul lato bursale; Il sollievo conferma la diagnosi. -Le proiezioni radiografiche, inclusa l’ outlet view
del sovraspinato, sono utili per valutare la morfologia acromiale e gli
speroni che originano dall’articolazione acromioclavicolare. -L’ecografia può essere sensibile e specifica
nell’identificare le lesioni a tutto spessore della cuffia dei rotatori. -La RM è molto sensibile nel
diagnosticare le lesioni della cuffia dei rotatori. Essa può dimostrare
non solo la grandezza della lesione, ma anche l’esatta localizzazione.
Può essere più dettagliata se viene utilizzato un mezzo
di contrasto. -L’artroscopia può confermare la diagnosi di una
lesione che può essere osservata sul versante bursale o articolare. Trattamento L’atleta deve trattare la spalla con ghiaccio nel
luogo dove è avvenuto l’infortunio; riposare, evitare di usare
eccessivamente il braccio, consultare il medico se i sintomi persistono. Il personale sanitario può: prescrivere un programma specifico per favorire la
stabilità della testa dell’omero. Spesso è necessario che un terapista o
allenatore supervisionino il programma che deve prevedere lo stretching
della capsula posteriore, il mantenimento di una buona mobilità e il
rafforzamento del complesso della spalla. L’ obiettivo della
riabilitazione deve essere quello di recuperare la simmetria tra le due
braccia soprattutto per quanto riguarda: 1) la mobilità, specialmente la
rotazione interna che di solito è diminuita nel lato lesionato; 2) La
qualità del movimento, riducendo il movimento compensatorio della
scapola; 3) La forza, con particolare attenzione al potenziamento dei
muscoli della cuffia dei rotatori che mantengono la testa omerale
centrata all’interno della cavità glenoidea; 4) Il rafforzamento dei
muscoli periscapolari che forniscono l base per i movimenti della
spalla. Se il dolore persiste nonostante la terapia fisica il medico
esegue un’infiltrazione sotto acromiale o opta per l’intervento
chirurgico.
Staff myspecialtrainer.com |
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