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Disfunzioni del tendine di achille. (2°parte)
Strategie terapeutiche generali per la tendinite dell'achilleo (inserzionale e non inserzionale)

1)      Astensione da esercizi da attività aggravanti/esagerate. Un runner accanito deve essere indotto a nuotare correre in una piscina profonda indossando una cintura salvagente senza che il piede impatti con il fondo. Questo sistema annulla le forze causate normalmente dal contatto del tallone con il terreno. L’astensione completa è la soluzione migliore per il corridore amatoriale.

2)      Applicazione di ghiaccio nell’area infiammata più volte al giorno e soprattutto dopo l’attività. Il ghiacci ha una funzione antinfiammatoria grazia alla costrizione dei  vasi che veicolano le cellule antinfiammatorie. Per ghiaccio s’intende una borsa del ghiaccio o un impacco freddo applicato sulla zona da trattare con l’interposizione di un panno umido. Questo consente al ghiaccio di raffreddare la zona più velocemente al contempo evita ustioni da freddo.

3)      Antinfiammatori orali per ridurre l’infiammazione esistono tanti farmaci FANS, il medico saprà indicare il più adeguato.

4)      Plantari ortopedici personalizzati da inserire nelle calzature sono spesso utili. Un rialzo calcaneare inserito nella calzatura da corsa scarica parzialmente il tendine di achille. Le ortesi personalizzate sono utili al runner se ha una sottostante biomeccanica del piede alterata (piede cavo, piato ecc.) che sovraccarica il tendine di achille.

5)     Stretching. Eseguire programmi di stretching dell’achille/gastrocnemio soleo (30 secondi a trazione) più volte al giorno prima e dopo l’attività. Stirare anche le altre strutture dell’arto inferiore: quadricipite, flessori dell’anca ed ischiocrurali.

6)     

 

 

 

 

6) Modificare l’attività riducendo la velocità, la lunghezza del percorso ed azzerare la pendenza. Interrompere l’interval training e le ripetute e le variazioni di ritmo in generale. Alternare giorni di allenamento a giorni di riposo completo. Alternare le sedute allenanti con il nuoto o la bici anche il cammino va bene. L’eventuale mancata risposta comporta la sospensione della corsa, e di tutte le attività ad alto impatto, lasciando spazio solo al nuoto e la corsa in acqua.

7)      Evitare la somministrazione di cortisone tramite iniezione attorno al tendine: il cortisone lo indebolisce temporaneamente.

8)      Evitare di indossare calzature di cuoio, insomma rigide che possono aumentare gli sforzi sul tendine o calzature alte che sfregando irritano il tendine.

9)      Calzature da corsa nuove e ben ammortizzate, consigliate al runner da personale qualificato a seconda del tipo di piede, (pronazione, supinazione, cavo, piatto)

10)   La mancata risposta a tutto questo deve indurre ad un riposo con tutore in scarico per raffreddare la tendinite per 6 settimane.

Il trattamento illustrato va eseguito dalle 6 alle 12 settimane, può essere protratto a 6 mesi un anno se si verificano solo piccoli miglioramenti. Comunque svariati ed autorevoli autori suggeriscono dalle 4 alle sei settimane di trattamento conservativo nei runner con meno di 35 anni, a meno che i sintomi non peggiorino si significativamente. Condividi

Staff myspecialtrainer.com

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