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Infiltrazione di corticosteroidi

Qualche piccola delucidazione sulle infiltrazioni con la premessa che, secondo la Nostra opinione, questi trattamenti andrebbero fatti solo se in seguito a percorsi riabilitativi conservativi (riposo, fisioterapia, FANS) non si avvertono miglioramenti.
infiltrazione Le infiltrazioni di corticosteroidi hanno un ruolo riconosciuto nel trattamento delle malattie infiammatorie acute e croniche. In generale, queste infiltrazioni possono diminuire l’infiammazione e migliorare la funzione, ma possono anche occasionalmente causare effetti avversi importanti. Inoltre le indicazioni per il loro utilizzo in alcune patologie muscolo scheletriche non sono ben definite.
Molte preparazioni a base di esteri di corticosteroidi ad azione prolungata potenziano gli effetti anti infiammatori e riducono gli effetti collaterali ormonali non desiderati.
Diamo un occhiata ai farmaci più usati:
Idrocortisone (Cortisolo) la potenza relativa è 1, la comparsa dell’effetto è rapida, la durata dell’azione è breve.
Prednisolone terbutato (Hydeltra) la potenza relativa è 4, la comparsa dell’effetto è rapida, la durata dell’azione è intermedia.
Metilprednisolone acetato (DepoMedrol, si vende anche con lidocaina) la potenza relativa è 4, la comparsa dell’effetto è lenta, la durata dell’azione è intermedia.
Triamcinolone acetonide (Kenacort) la potenza relativa è 5, la comparsa dell’effetto è moderata, la durata dell’azione è intermedia.
Triamcinolone hesacetonide (Aristopan) la potenza relativa è 5, la comparsa dell’effetto è moderata, la durata dell’azione è intermedia.
Betametasone (Celestone) la potenza relativa è 25, la comparsa dell’effetto è rapida, la durata dell’azione è lunga.


La scelta dell’agente dipende dall’effetto desiderato. Per una condizione acuta, che richiede un effetto immediato (p. es.,  sindrome del tunnel carpale), un agente ad azione rapida sarebbe appropriato. Per condizioni infiammatorie croniche, si preferisce un agente a lunga durata di azione.

I composti del Triamcinolone spesso sono usati per infiltrazioni intra articolari, soprattutto in articolazioni intermedie o grandi, ma dal momento che questi agenti causano più facilmente necrosi tessutale locale, spesso vengono scelte altri preparati  per infiltrazioni di piccole articolazioni e tendini.

Vediamo come funzionano i corticosteroidi.

I corticosteroidi sopprimono l’infiammazione. Diminuiscono la sintesi di collagenasi e prostaglandine e la formazione di tessuto di granulazione. Essi sono promotori del catabolismo e bloccano la captazione del glucosio nei tessuti, aumentano il catabolismo proteico e diminuiscono la sintesi di nuove proteine in muscolo, cute, osso, tessuto connettivo e tessuto linfoide (prevalentemente cellule T).

Uso dei corticosteroidi.

La dose intra-articolare ottimale corrisponde alla massima quantità  che  può essere contenuta localmente. Comunque va notato che alcuni degli steroidi iniettati localmente vengono assorbiti e possono produrre effetti transitori sistemici. Le dosi comuni di Metilprednisolone o equivalenti sono queste: da  5 a 10 mg nelle articolazioni interfalangee, da 20 a 30 mg nel polso, da 20 a 30 mg nel gomito e nella caviglia, da 40 a 80 mg nella spalla, ginocchio ed anca.

La tenosinovite dei flessori nella mano e la tenosinovite di De Quervain al polso  rispondono bene alle infiltrazioni di corticosteroidi  nella guaina sinoviale (non nel tendine). Le borsiti associate alla sindrome da conflitto nella spalla spesso rispondono bene ad una singola infiltrazione. Le borsiti trocanteriche solitamente rispondono bene alle infiltrazioni (non più di tre); inoltre sono stati riportati pochi effetti collaterali con infiltrazioni multiple. Infiltrazioni nelle strutture legamentose comportano il rischio di rotture spontanee del legamento e solitamente sono piuttosto dolorose. Il tendine di Achille ed il rotuleo non dovrebbero essere infiltrai nella loro compagine. Il motivo è semplice, il dolore in questi comparti solitamente indica già di per se un indebolimento, lacerazione interstiziali che hanno già diminuito la resistenza alla tensione. L’epicondilite e la fascite plantare possono rispondere bene alle infiltrazioni di corticosteroidi.

Uso improprio delle infiltrazioni.

Traumi acuti,

infiltrazioni in un tendine o in un nervo,

infiltrazione in un’articolazione, tendine o borsa infetta,

Infiltrazioni multiple in condizioni differenti dall’artrite reumatoide.

Esiti avversi

Effetti sistemici avversi includono la sospensione del cortisolo sierico e una iperglicemia transitoria (importante per chi soffre di diabete). Effetti significativi sono insoliti con dosi da 25 a 50 mg di metilprednisolone. Artriti infettive post infiltrazione non sono comuni (forse 1 su 13.000 infiltrazioni), ma potenzialmente catastrofiche.

Effetti collaterali dopo un’infiltrazione includono lipodistrofia, perdita di pigmentazione cutanea,  rotture tendinee e possibili e possibile accelerazione nella degenerazione articolare, sebbene prove recenti indichino che ciò sia improbabile. Fino al 10% dei trattati può sperimentare un bruciore transitorio o un aumento del dolore nel giro delle prime 24 – 48 ore successive l’infiltrazione. I danni da infiltrazione nervosa possono essere catastrofici. Infiltrazioni extrafascicolari solitamente portano danni non permanenti, ma infiltrazioni intrafascicolari possono essere molto gravi a seconda del corticosteroide usato.

Infiltrazioni di desametasone provocano un danno minimo; il triamcinolone acetonide e il metilprednisolone provocano danni moderati. Il danno è imputato al carrier, ma l’effetto di questi  agenti non è stato ancora distinto dal corticosteroide.

 

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Staff myspecialtrainer.com

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