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Il massimo consumo di ossigeno (Vo2Max)
Definizione:
Se un soggetto (mediamente allenato), inizia a correre, per esempio a 10 km orari, nei primi istanti il sistema ATP-CP (adenosintrifosfato - creatinfosfato) fornisce energia in assenza di ossigeno, dopo tale tempo inizia la fase aerobica e l'ossigeno viene consumato adeguandosi alla richiesta di energia attuale, l'acido piruvico che si forma dalla scissione dei carboidrati, così come altri composti carboniosi che provengono dalla degradazione di lipidi e proteine entrano nel ciclo di Krebs, cui è associato il processo di fosforilazione ossidativa e resintesi dell'ATP. Se l'intensità aumenta (maggiore richiesta di energia) anche il consumo di ossigeno aumenta.
Al crescere dell'intensità
aumenta anche il consumo di ossigeno, ad un certo punto il sistema aerobico non può fronteggiare la richiesta di energia, inizia così la
produzione di acido lattico, che non coincide con il massimo consumo di
ossigeno,
Tra l'inizio della produzione di acido lattico e l'accumulo del medesimo bisogna precisare che: l'inizio dell'accumulo indica il valore del Vo2Max (massimo consumo d'ossigeno) al quale viene innescato il meccanismo lattacido; a questo punto si evince che: più è alto il massimo consumo di ossigeno o la sua percentuale di utilizzo alla quale questo evento si manifesta, più l'atleta ha raggiunto un livello elevato di allenamento. Con l'allenamento specifico si può alzare l'intensità della corsa alla quale inizia la produzione di acido lattico. Per un soggetto non allenato è circa il 55-60% del Vo2Max, mentre per un soggetto allenato è il 75-80%. L'allenamento mirato, per chi si dedica ad una disciplina come i 10 Km, (es. Interval training) induce una maggiore capillarizzazione dei muscoli interessati ed in seguito un'ipertrofia cardiaca eccentrica (aumento del volume del cuore), di conseguenza una maggiore gittata cardiaca e quindi maggiore afflusso dell'ossigeno veicolato con il sangue ai muscoli che sono impegnati nel movimento considerato. La capacità di correre ad un'alta percentuale di utilizzo del Vo2Max è influenzata da questa peculiarità dell'apparato cardiaco ed anche dalla differenza di ossigeno presente nel sangue arterioso ed in quello venoso che cede o2 ai tessuti.
Inoltre
ricerche scientifiche hanno dimostrato che il Vo2 (Volume di ossigeno)
aumenta solo nel corso delle prime 8-12 settimane di allenamento,
dopodiché si stabilizza anche se l'intensità dell'allenamento aumenta. Il
Vo2 non aumenta più, anche se le prestazioni di resistenza dei soggetti
continuano a migliorare. Gli atleti possono sviluppare una maggiore
capacità di esercizio ad una percentuale più elevata del proprio vo2. La
maggior parte dei maratoneti, per esempio può completare una corsa di 42
Km a un'andatura media che richiede un impegno pari a circa il 75 - 80 %
del loro Vo2Max. Prendiamo il caso di Alberto Salazar, ex primaista
mondiale nella maratona. La misurazione del suo Vo2Max aveva dato un
valore di 70 ml . kg . min, che è inferiore al Vo2Max previsto sulla base
della sua migliore prestazione, un tempo di 2 ore e 8 minuti nella
maratona. Tuttavia, Salazar era capace di mantenere un andatura di gara
che corrispondeva all'86% del proprio Vo2Max, una percentuale notevolmente
più alta degli altri corridori. Ciò può spiegare, almeno in parte, le sue
prestazioni di livello mondiale. Il fabbisogno energetico individuale
varia con le dimensioni del corpo, perciò il Vo2Max è espresso in
relazione al peso corporeo, il millilitri di ossigeno consumato per
chilogrammo di peso corporeo per minuto (ml . kg . min.). Ciò consente un
rapporto più preciso tra individui di dimensioni diverse impegnati nella
disciplina della corsa. Questa tabella può calcolare il Vo2 max in maniera indicativa, noi consigliamo di correre una prova massimale sui 2000 metri cronometrarsi ed inserire i dati: Confronta il risultato con i dati riportati in tabella VALORI DI RIFERIMENTO (VO2 max)
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