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< INDICE PIANETA CORSA

La corsa e il dimagrimento! Non so quante ne avete sentite..
FACCIAMO CHIAREZZA.

Come ottenere l'attestato di
tecnico
"Operatore del metodo: Sport &nd Tape ®"

 

La corsa di resistenza è un’efficace attività per ottenere un calo del peso corporeo. Tuttavia, bisogna precisare che si dimagrisce quando le calorie introdotte con l’alimentazione sono inferiori al fabbisogno del nostro organismo, corsa compresa. Con questa affermazione appare chiaro che la corsa, se non abbinata ad un regime alimentare calibrato, non porterà grosse perdite di peso e viceversa.

Esempio: (semplice, ma spero efficace) un soggetto alto 1,72, con un peso di 84 kg (in sovrappeso), con fabbisogno giornaliero di 2300 Kcal, decide di andare a correre, tutti i giorni, coprendo una distanza di 6 km. e consumando 504 Kcal: se il regime calorico rimane invariato si dimagrisce (si genera una differenza in negativo di 504 Kcal con la corsa ed anche il metabolismo basale viene stimolato), se si aumenta il fabbisogno, proporzionalmente alle calorie consumate, non si avranno risultati apprezzabili nel perdere peso ma comunque si beneficerà delle migliorie che la corsa apporta.

A questo punto, un utente in sovrappeso vorrà sapere:

Con quale criterio vengono ridotte le calorie per dimagrire?
Come correre per dimagrire?

Due domande che scatenano un’infinità di “teorie”; rispondiamo alla seconda in maniera scientifica, abbiamo approfondito la prima nell'articolo: Dieta e camminata veloce.

Procediamo:

Perché la corsa sia efficace bisogna consumare più calorie possibile nel tempo che dedichiamo a questa attività.

Detto in altro modo, se abbiamo a disposizione 40 minuti al giorno, dovremmo cercare in quel lasso di tempo di percorrere più km possibili, in base al livello di preparazione, ovviamente.

In un esempio inverosimile, lo stesso soggetto consumerà più Kcal percorrendo 5 km in 40 minuti che 4,5 km in 20 minuti. L’esempio è inappropriato perché se si è in grado di percorrere 4,5 km in 20 minuti e invece se ne fanno 5 in 40 minuti, si sta solo cercando di evitare la fatica.

Non bisogna confondere la potenza (lavoro nell’unità di tempo) con il lavoro (il lavoro è quantificabile in Kcal consumate); più distanza copro più calorie consumo, questa è una legge fisica: il lavoro è dato dalla forza per lo spostamento. La velocità con cui viene eseguito il lavoro (la potenza) non è in relazione con il lavoro totale.

Assodato quanto sopra, possiamo sconfessare anche le dicerie della cosiddetta corsa brucia grassi a bassi regimi d’intensità che non trova relazione con quanto esposto sopra e non solo.

Se viene consigliato di correre al 60% della F.c.m.  per 40 minuti, perché cosi si bruciano prevalentemente grassi, non dò torto ma bisognerebbe considerare pure che dopo l’allenamento l’organismo si prodigherà, al primo pasto utile, al ripristino del grasso perso, così come provvederà al ripristino delle scorte di glicogeno, se corressimo al alta intensità consumando carboidrati. In ambedue i casi dimagriremmo.

E’ comunque importante durante l’allenamento (corsa) consumare glicogeno contenuto nel fegato e nei muscoli; cosi facendo, dopo il pasto i carboidrati saranno utilizzati per ricreare tali scorte e non si accumuleranno come grasso.

Conclusioni e strategie di corsa. (Visita pianeta corsa se vuoi iniziare a correre)

Per dimagrire correndo bisogna settare un’andatura che permetta di coprire il massimo dei km nel tempo stabilito.

Per far sì che ciò accada bisogna essere ben coscienti delle proprie capacità ed auto gestirle al meglio in modo che, in tale tempo, si abbia il massimo consumo calorico senza che l’allenamento diventi un incubo fatto da una fatica esasperata.

Un’intensità medio alta, rispetto alla capacità massima, rispecchia il messaggio che voglio lanciare. Personalmente, infine, consiglio di non superare i 60 minuti per 4-5 volte a settimana; per quanto riguarda la distanza dai 50 km ai 90 km settimanali. Condividi

Guido Gaspari
Personal Trainer - preparatore atletico
Specializzato nel dimagrimento e nella prevenzione delle patologie metaboliche.

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