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Come correre per migliorare la capacità di bruciare grassi.

Come correre per migliorare la capacità di bruciare grassi
Un articolo per chiarire quale sia la migliore intensità di corsa (a parità di lavoro) per migliorare la capacità di “bruciare” grassi.

In molte palestre, questo è un mio punto di vista, si praticano dei “falsi” esercizi intenti al miglioramento della capacità di bruciare e utilizzare i grassi. Non è infrequente sentire che correndo a 140 BPM sul tappeto si bruciano grassi e si migliora la capacità del corpo ad utilizzare questo substrato energetico, ma è la verità? NO, non per tutti!
La verità è sancita da “un’attenta fisiologia” che ci indica parametri chiari aritmetici:

il miglior modo di aumentare e ottimizzare la potenza aerobico lipidica e/o la capacità del l’organismo di utilizzare grasso durante la corsa si ottiene correndo degli allenamenti, a parità di lavoro, all’ 85/90% della propria soglia anaerobica.

Come calcolare la soglia anaerobica, clicca qui


La soglia anaerobica è il valore più alto dell'intermezzo di velocità alla quale la concentrazione del lattato nel sangue rimane stazionario per diverse decine di minuti ad un ora.
Convenzionalmente il valore è di lattato in S.AN è di 4 mmol/l (può variare da soggetto a soggetto).

In parole più semplici è la massima velocità che un atleta già allenato riesce a mantenere per un ora correndo. Facciamo un esempio.
Marco, 35 anni, 70 kg di peso, alto 175 cm, mantiene i 15 km/h per un ora con le pulsazioni mediamente a 180 BPM è questa la sua soglia anaerobica, 15km/h.
Deduciamo che per Marco il miglior modo per “far apprendere e migliorare al suo organismo” la capacità di utilizzare tanti grassi, è correre dei medi all’85/90% della sua velocità di soglia e cioè tra 12,7/13,5 km/h che nel suo caso corrisponde a circa 155/166 BPM.
Se usassimo la preistorica formula 220 – 35 = 185 il 70% di 185 è 130 battiti, si bruciano grassi d’accordo ma in maniera nettamente inferiore al ritmo del medio (85/90% della soglia anaerobica a 155/166 BPM) e senza allenare la capacita dell’organismo a consumare prettamente grassi. Formula da accantonare, forse con un BMI di 30 e qualche patologia in atto potrebbe aiutare, forse!


Fin qui tutto facile, Marco come detto è già rodato; come fare quando si ha di fronte un principiante che arriva in palestra e vuole dimagrire e fare un allenamento salutistico aerobico a base di corsa disposto ad utilizzare il tappeto, e paga un personal trainer?
Fare il personal trainer facendo divertire il cliente è relativamente semplice, farlo facendolo faticare (una fatica orientata ai massimi benefici salutistici non ad un oro olimpico) seriamente non lo so! Avvolte le strategie di marketing non concordano con protocolli mirati al serio miglioramento della qualità della vita e della salute.
Tratteremo un protocollo “standard” per questo tipo di avviamento in un altro articolo.
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