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La sindrome metabolica
la sindrome metabolica è strettamente correlata ad un
disordine metabolico generalizzato definito resistenza
insulinica, nelle quali le normali azione dell’insulina sono
diminuite. L’eccesso di grasso corporeo (specie quello addominale) e la
sedentarietà promuovono l’accrescimento della resistenza
insulinica, anche se alcuni individui sono geneticamente
predisposti allo sviluppo di questa patologia. I fattori di rischio
nella sindrome metabolica sono altamente concordanti; nell’insieme essi
aumentano il rischio di cardiopatia ischemica di 3-4 volte. Esistono varie classificazione della sindrome metabolica. La più facile e riconoscibile anche dal tecnico sportivo è la classificazione del National Cholesterol Education Program con le linee guida ATP III che considera l’associazione di obesità viscerale, iperglicemia, ipertensione arteriosa , ipertrigliceridemia, basso colesterolo HDL.
Si è presenti di fronte alla sindrome metabolica
quando coesistono almeno 3 delle seguenti condizioni. Circonferenza vita uomini superiore 102 cm (88 cm
nelle donne) Glicemia a digiuno superiore a 110 mg % Pressione arteriosa superiore a 130/85 mmhg Trigliceridemia superione a 150mg % Colesterolemia HDL inferiore a 40mg % e 50 mg % donne L’International Diabetes Federations
ha ridotto i valori del girovita
uomini a 94 cm e 80 cm donne che vivono nei Paesi mediterranei. La
pratica costante dell’esercizio fisico contrasta efficacemente tutti i
parametri della sindrome metabolica, in sostanza correggono del tutto o
parzialmente il fattore insulino-resistente.
A differenza dei farmaci usati per il trattamento delle
varie patologie della sindrome metabolica, l’esercizio fisico può essere
considerato un farmaco unico adatto ed efficace per tutte le patologie
che compongono appunto la sindrome metabolica. La patogenesi della
sindrome metabolica, è da molti riconosciuta nella sedentarietà. Diversi studi epidemiologici dimostrano la forma inversa tra forma fisica (Vo2Max) e la sindrome metabolica. Inoltre, esistono dati sperimentali genetici che dimostrano che la selezione genetica per il Vo2Max comporta la comparsa o meno nel ratto delle caratteristiche antropometriche e biologiche tipiche della sindrome metabolica. Il massimo consumo di ossigeno (Vo2Max) dipende da un
efficiente funzione mitocondriale; diversi studi documentano che nella
diabesità vi sono multiple alterazione della funzione mitocondriale.
Molte di queste alterazione possono essere corrette mediante attività
fisica aerobica che può migliorare il Vo2Max anche del 30 %,
miglioramenti spiccati si osservano proprio nei sedentari o poco
allenati. Staff myspecialtrainer.com |
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